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<title>Area Scienze dell'Antichità, filologico-letterarie e storico artistiche</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/65</link>
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<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:36:40 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-20T09:36:40Z</dc:date>
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<title>Analisi metrica delle sezioni liriche dell’Alcesti di Euripide</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7922</link>
<description>Analisi metrica delle sezioni liriche dell’Alcesti di Euripide
Tenore, Alessandra
L’elaborato fornisce un’analisi dei cantica dell’Alcesti di Euripide sulla base della colometria antica, ricostruita tramite la collazione dei manoscritti Vat. gr. 909 (V),Par.gr.2713(B), Laur. plut. 31,10 (O), Laur. plut. 31,15 (D), Laur. gr. 32,2 (L) e Vat. Pal. gr. 287 (P), partendo dall’assunto che la tradizione manoscritta medievale riproduca, in maniera più o meno fedele, la colometria stabilita dai grammatici alessandrini. Benché sia ancora in corso un ampio dibattito sulla validità della colometria antica è indubbio che essa costituisca lo stadio più antico della tradizione a cui è possibile risalire e che essa rappresenti il punto di partenza per un’analisi colometrica e ilo presupposto per un’interpretazione non arbitraria del testo. Per la descrizione e l’interpretazione delle sequenze metriche, pertanto, si è tenuto presente in primo luogo la teoria metrica antica (Efestione, Aristide Quintiliano, gli scolii metrici a Pindaro e ad Aristofane), nonché i risultati della ricerca metrica contemporanea. Ogni sezione dei cantica è corredata da un sintetico apparato critico negativo, nel quale sono registrate le varianti e le congetture metricamente rilevanti, e da un apparato colometrico, dove si dà conto delle divergenze dei codici rispetto alla colometria adottata. Nei due apparati, inoltre, sono segnalati con le sigle Trn (=niger) e Trf (=fuscus) gli interventi e le annotazioni marginali di natura metrico-prosodica apportati da Demetrio Triclinio sul testo del Laur. gr. 32,2 (L). Le due tipologie di inchiostro utilizzato, infatti, corrispondono a differenti fasi di correzione del testo, collocabili l’una intorno al 1310-1315, l’altra al 1320 circa. Alla constitutio textus segue il commento delle varie sezioni in cui sono discussi i problemi metrici ed i problemi testuali rilevanti ai fini metrici, soprattutto ove il testo tràdito appare corrotto e difficilmente emendabile.  .. [a cura dell'Autore]; The aim of this thesis is to provide an analysis of cantica from Euripide’s Alcestis, based on the
ancient colometry, reconstructed through the collation of the manuscripts Vat. gr. 909 (V), Par. gr.
2713 (B), Laur. plut. 31,10 (O), Laur. plut. 31,15 (D), Laur. gr. 32,2 (L) e Vat. Pal. gr. 287 (P). The
medieval manuscript tradition reproduces, faithfully, the colometry established by the Alexandrian
grammar scholars and, although there is still a large debate on the validity of ancient colometry, there
is no doubt that it constitutes the oldest stage of the tradition and that it represents the starting point
for a non-arbitrary colometric analysis.
The description and interpretation of the metric sequences in based on the ancient metric theory
(Hephaestion, Aristide Quintilian, the metric scholia in Pindar and Aristophanes) as well as the results
of contemporary metric research.
Each section of the cantica is accompanied by a synthetic negative critical apparatus, in which the
metrically relevant variants and conjectures are recorded, and by a colometric apparatus, which takes
account of the divergences of the codes with respect to the adopted colometry.
Are, also, reported the interventions and marginal annotations of a metric-prosodic nature made by
Demetrio Triclinio on the text of the Laur. gr. 32,2 (L), with Trn (=niger) e Trf (=fuscus).
The constitutio textus is followed by the commentary of sections in which are discussed metrical
problems and textual problems relevant to metrical purposes, above all where the betrayed text
appears corrupt and difficult to amend.  [edited by Author]
2015 - 2016
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<pubDate>Mon, 01 Jan 2018 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2018-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Società, Poteri e dialettica di confine nella Langobardia meridionale (secolo X)</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7921</link>
<description>Società, Poteri e dialettica di confine nella Langobardia meridionale (secolo X)
Tagliente, Antonio
La presente tesi ha per oggetto le vicende politiche delle due consorterie principesche di Benevento-Capua e
di Salerno nel periodo compreso tra l’887, data dell’ascesa al comitato capuano di Atenolfo I, e il 981, anno di
morte del principe Pandolfo Capodiferro. Il lavoro è articolato in sezioni tematiche, che si concentrano sui
principali passaggi dinastici avvenuti nel Meridione longobardo del X secolo (la scalata al potere di Atenolfo
I, le età di Landolfo I, Landolfo II e Pandolfo Capodiferro, i principati di Guaimario I, II e di Gisulfo I), sulle
vicende dei due monasteri di Montecassino e di S. Vincenzo al Volturno e sull’evoluzione della maglia
diocesana del territorio longobardo fino alla costituzione di Capua, Benevento e Salerno in arcidiocesi.
Nel corso della tesi è concesso ampio rilievo sia alle fonti di area greca (le agiografie, le lettere dei patriarchi
costantinopolitani, la produzione dell’età di Costantino Porfirogenito, la storiografia dei secoli XI-XII) sia a
quelle di area latina, non solo di area meridionale (annali e historiae, cronache-cartulario, documenti
d’archivio, lettere papali, necrologi, oltre a opere di carattere apologetico o encomiastico).
L’interazione e l’esegesi di questi materiali centrati sulle vicende della Langobardia meridionale del X secolo
ha permesso di mettere in evidenza le complesse relazioni esistenti tra l’Italia meridionale e le altre aree della
penisola e del Mediterraneo, ma anche di donare un più corretto rilievo alle esperienze politiche di alcuni
profili principeschi dell’altomedioevo meridionale fino ad ora meno indagati. [a cura dell'Autore]; This thesis focuses on the political events of the two princely families of Benevento-Capua and Salerno in the
period between 887, when Atenulf obtained the Capuan county, and 981, the year of death of prince Pandulf
Ironhead. The work is divided into thematic sections, which are focused on the dynastic changes in the Lombard South Italy during the X century (the rise to power of Atenulf I, the ages of Landulf I, II and Pandulf
Ironhead, the rule of the princes Guaimar I, II and Gisulf I), on the history of the two monasteries of Monte
Cassino and S. Vincenzo al Volturno and on the evolution of the diocesan network of the Lombard area, up to
the rise to archdioceses of Capua, Benevento and Salerno.
In this thesis, ample space has been dedicated both to the exegesis of Greek texts (the hagiographies, the letters
of the Constantinopolitan patriarchs, the literary production of the age of Constantine VII, the historiography
of the XI-XII centuries) and to those in Latin, not only of southern Italy (annals and historiae, cartulary-chronicles, archival documents, papal privileges and letters, obituaries, as well as works of an apologetic or encomiastic nature).
The research carried out on the events of Langobardia in the 10th century has made it possible to highlight the
relationships existing between southern Italy and the other areas of the Mediterranean sea, but also to give the
right space to some princes of Lombard age. [edited by Author]
2015 - 2016
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<pubDate>Sun, 01 Jan 2017 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2017-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Comprensione e complessità testuale. Un'analisi linguistico computazionale della leggibilità dei testi</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7918</link>
<description>Comprensione e complessità testuale. Un'analisi linguistico computazionale della leggibilità dei testi
Melillo, Lorenza
In questa lavoro di ricerca abbiamo analizzato testi, non strutturati, da una prospettiva
lessicale e sintattica, grazie all’applicazione di un Indice di Leggibilità automatico da noi
sviluppato. La prima parte del lavoro è dedicata al processo di comprensione di un testo che
richiede un recupero ed una integrazione di tutte le conoscenze che il lettore possiede per la
rielaborazione. Queste conoscenze sono dette enciclopediche e permettono al lettore di
generare e elaborare ipotesi interpretative riguardo alle informazioni implicite del testo.
Sulla base di questa considerazione possiamo sottolineare che il lettore, da un lato deve avere
disponibili ed attive nella mente delle conoscenze pregresse che possono operare come
“ganci” ai quali attaccare le nuove conoscenze da apprendere, dall’altro deve essere in grado
di realizzare delle inferenze.  .. [introduzione a cura dell'Autore]
2020 - 2021
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<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2022-07-13T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La Campagna preromana in Etruria tra VI e V sec. a.C.: dinamiche insediative e assetti agrari</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7916</link>
<description>La Campagna preromana in Etruria tra VI e V sec. a.C.: dinamiche insediative e assetti agrari
De Vita, Cristiano Benedetto
I secoli VI e il V a.C. rappresentano per la penisola italiana un arco cronologico interessato da
una dinamica di ampie e profonde trasformazioni strutturali: dal consolidamento dell’istituto
della città quale motore propulsore delle dinamiche politiche ed economiche, alla progressiva
segmentazione e conseguente stratificazione sociale delle comunità, allo sviluppo di
organizzazioni insediative complesse e articolate. La riflessione scientifica attuale tende a
sottolineare come i secoli VI e V debbano essere considerati come un continuum nel quale le
manifestazioni culturali sono in continua evoluzione, nel quale i processi di affermazione della
compagine urbana e dello sviluppo delle comunità a lungo andare innescano meccanismi di
crisi e di contrasto tra sistemi politici e sociali.
Gli studi che hanno indagato il rapporto tra città e campagna e l’organizzazione di quest’ultima
sono relativamente recenti; per lungo tempo il metro di confronto è stato costituito dal modello
della città greca e, in particolare, dalla struttura polis-chora delle apoikiai della Magna Grecia
nelle quali il possesso di un oikos e di un kleros è il requisito indispensabile per la condizione
di cittadino di pieno diritto. La chora diventa quindi spazio che partecipa in maniera diretta alla
definizione della polis. Nel mondo etrusco, gli specifici meccanismi di riproduzione sociale
non consentono la formazione di una classe di cittadini liberi, svincolati dai legami di
dipendenza aristocratica e, quindi, obbligano a delineare un autonomo apparato di
interpretazione per approfondire i temi della divisione e della gestione della terra. È stato
soprattutto B. d’Agostino a mettere a punto il concetto di una “non-polis” etrusca per esplicitare
la necessità di approfondire una forma “altra” rispetto al modello urbano classico. .. [introduzione a cura dell'Autore]
2016 - 2017
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<pubDate>Sun, 01 Jan 2017 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2017-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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