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dc.date.accessioned2024-09-30T11:15:04Z
dc.date.available2024-09-30T11:15:04Z
dc.description2020 - 2021it_IT
dc.description.abstractIl presente lavoro origina da riflessioni personali nate nel corso del triennio dottorale oltre che da considerazioni di natura professionale che mi hanno indirizzato verso una rilevante ed attuale tematica: “l’uso dei big data nel sistema infrastrutturale italiano. Definizione di un modello per migliorarne la sicurezza e la qualità”. Con il termine “patrimonio infrastrutturale” si fa riferimento alla viabilità e, pertanto, a strade, autostrade, viadotti, cavalcavia stradali, gallerie ferroviarie e stradali, oltre a strutture puntuali come dighe, edifici pubblici e strutture portuali e aeroportuali. Le questioni riguardanti la “salubrità” del patrimonio infrastrutturale italiano (secondo l’accezione poc’anzi dettagliata) sono state oggetto, nel tempo, di un continuo dibattito a vari livelli istituzionali e diversi sono stati gli episodi che hanno evidenziato la necessità di più significativi interventi di manutenzione. Tuttavia, a partire dalla seconda metà del 2018, questa tematica è balzata in modo preponderante all’attenzione pubblica per questioni, purtroppo, legate ad eventi disastrosi1 che hanno generato importanti ricadute sociali (tra le quali perdite di vite umane), ambientali ed economiche, richiedendo una particolare attenzione del Governo italiano. Le misure necessarie dovrebbero (o potrebbero) consistere nel presidiare l’area della sicurezza e della qualità dei servizi strettamente attinenti al patrimonio viario nazionale mediante un attento, capillare e periodico monitoraggio dinamico attraverso cui valutare lo stato delle infrastrutture e pianificare interventi di manutenzione ordinaria e/o straordinaria. Tali interventi si rendono non solo necessari, ma appaiono indispensabili per garantire un adeguato livello di sicurezza dei cittadini oltre ad assicurare la continuità dei flussi di traffico nei collegamenti con l’Europa, da cui dipende una significativa quota della produzione economica dell’Italia. Lo studio è stato circoscritto a specifici elementi costituenti il patrimonio de quo: autostrade, ponti, strade e tunnel. L’elaborato proposto è strutturato in 4 capitoli: − nel primo capitolo è stato affrontato il problema della ricerca, le domande di ricerca e la metodologia impiegata; − nel secondo capitolo, sono stati selezionati e dettagliati il theoretical background e il theoretical framework; − nel terzo capitolo sono stati presentati i due casi di studio, mediante l’impiego di una metodologia qualitativa del multiple case study (Yin. 1983); − nel quarto capitolo, sono state dettagliate le conclusioni del lavoro di tesi. .. [a cura dell'Autore]it_IT
dc.description.abstractThis work originates from personal reflections during the three-year doctoral period as well as from considerations of a professional nature that directed me to a relevant and current issue: "the use of big data in the Italian infrastructural system. Definition of a model to improve safety and quality". The term “infrastructural heritage” refers to roads and, therefore, to motorways, viaducts, road overpasses, railways and road tunnels, as well as specific structures such as dams, public buildings and port and airport structures. The issues concerning the "healthiness" of the Italian infrastructural heritage (according to the aforementioned definition) have been the subject, over time, of a continuous debate at various institutional levels and various episodes have highlighted the need for more significant maintenance interventions. However, starting from the second half of 2018, this issue has jumped overwhelmingly to public attention due to issues, unfortunately, linked to disastrous events that have generated important social (including loss of human life), environmental and economic repercussions, requesting particular attention from the Italian government. The necessary measures should (or could) consist in monitoring the area of safety and quality of services strictly related to the national road patrimony through careful, widespread and periodic dynamic monitoring through which to assess the state of the infrastructures and to plan ordinary and / or extraordinary maintenance interventions. These interventions are not only necessary but essential to ensure an adequate level of safety for citizens as well as to ensure the continuity of traffic flows in connections with Europe, on which a significant share of Italy's economic production depends. The study was limited to specific elements making up the heritage de quo: highways, bridges, roads and tunnels. The proposed paper is structured in 4 chapters: - in the first chapter, the research problem, the research questions and the methodology used were addressed; - in the second chapter, the theoretical background and the theoretical framework have been selected and detailed; - in the third chapter, the two case studies were presented, through the use of a qualitative methodology of the multiple case study (Yin. 1983); - in the fourth chapter, the conclusions of the thesis work were detailed. .. [edited by Author]it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.subject.miurSECS-P/08 ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESEit_IT
dc.contributor.coordinatoreAntonelli, Valerioit_IT
dc.description.cicloXXXIV cicloit_IT
dc.contributor.tutorPellicano, Marcoit_IT
dc.identifier.DipartimentoScienze Aziendali management e innovation systemsit_IT
dc.titleL’uso dei big data nel sistema infrastrutturale italiano. Definizione di un modello per migliorarne la sicurezza e la qualitàit_IT
dc.contributor.authorLiguori, Donato
dc.date.issued2022-08-05
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7438
dc.typeDoctoral Thesisit_IT
dc.subjectInfrastruttureit_IT
dc.subjectSicurezzait_IT
dc.subjectBig datait_IT
dc.publisher.alternativeUniversita degli studi di Salernoit_IT
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