L'anticorruzione al bivio dell'alternativa digitale
Abstract
Quale terreno a più alta sperimentazione procedimentalizzata, la prevenzione della
corruzione nelle organizzazioni complesse – siano esse pubbliche amministrazioni o enti privati –
ben si presta all’innesto di nuove tecnologie in grado di ottimizzare i nativi processi analogici (c.d.
“paper-based”). In vista di una mirata applicazione dell’AI act, il contributo intende, da un lato,
mettere in luce i vantaggi dell’utilizzo di tali tecnologie nella costruzione dei modelli anticorruzione
e, dall’altro, segnalare i rischi connessi ad una loro impregiudicata implementazione, non curante
della tutela di altri interessi difficilmente (o praticamente non) negoziabili. As an area of greater procedural experimentation, corruption prevention in complex organizations –
whether public administrations or private entities – is well suited to the implementation of new
technologies capable of optimizing the native analog processes (paper-based). In view of a targeted
application of the AI Act, the paper aims, on the one hand, to highlight the advantages of using these
technologies in the anti-corruption models and, on the other, to stress the risks associated with their
unprejudiced implementation, disregarding the protection of other interests that are difficultly (or
practically non-) negotiable.
URI
https://www.rivistagiuridica.unisa.it/volumes/2025_3/indexhttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9202
